Il mondo del gioco d’azzardo non si può fermare

L’emergenza sanitaria, e l’esperienza che ha fatto acquisire, è inequivocabilmente sinonimo di blocco dell’economia, dei mercati, degli affari, ma anche un’estremizzazione di eventuali strategie messe in campo per la sopravvenienza dei vari segmenti. La pandemìa, d’altra parte, ha messo tutto il gioco sullo stesso livello: sia i grossi ed organizzati Gruppi sia le piccole e medie imprese seppur con le doverose differenze di “sopportazione finanziaria” in relazione ai due lockdown di questo benedetto 2020. Infatti, tantissime piccole imprese hanno dovuto chiudere i battenti o lo stanno facendo durante questo secondo lockdown che non lascia più spazio ad un futuro che possa sostenere alcune attività commerciali che non hanno più risorse personali per sostenersi ed andare avanti nel loro cammino aziendale. Diverso è per i grossi Gruppi, come Gamenet, che proprio in questo momento di crisi assoluta e globale hanno fatto scoppiare sul mercato una “bomba” acquisendo IGT, meglio conosciuta come Lottomatica.

Quest’ultima operazione finanziaria segue quelle identiche effettuate con Intralot, notissimo casino italiano legale, e GolBet: cose che hanno portato il Gruppo Gamenet ad un’affermazione a livello internazionale, ma anche a diventare leader assoluto sul mercato italico, dimostrando che non c’è crisi che tenga quando si hanno “delle buone e redditizie idee”. Questa notizia riesce ad attirare l’attenzione dei lettori e si divide con quella che annuncia l’ennesima crisi di Governo che rischia di diventare sempre più probabile anche se ci si trova a confrontarsi con i Recovery Found che dovrebbero regalare la possibilità di una rinascita, dopo la pandemìa, del nuovo Sistema Italia. Ma, mentre alle liti di Governo, sempre più ravvicinate, ormai purtroppo ci si è abituati, ai “colpi di scena (economici)” oggi non si è certamente adusi ad assistere. Anzi, in questo periodo si sentono solo notizie disarmanti che creano incertezza e sgomento lasciando tracce indelebili e negative nelle tante menti che vorrebbero acquisire altro.

Notizia questa di Gamenet che lascia l’intero settore sbalordito e meravigliato sopratutto quando tutta la filiera del gioco sta facendo i conti con quest’anno di “zero introiti” che portano a tantissimi interrogativi per il futuro: e non solo nel mondo ludico. Ovviamente, questa operazione finanziaria non ha nulla a che vedere con la pandemìa perché ha messo radici in tempi non sospetti ed è certamente cosa che prescinde dalle dinamiche provocate dalla crisi epidemiologica. Conclusione alquanto rilevante finanziariamente e che apre scenari possibilisti in un futuro “radioso” per questo mondo del gioco che, recentemente, non ha vissuto momenti eclatanti e che deve lottare spesso con situazioni che sembrano create per “remare contro” il gioco pubblico, particolarmente quello terrestre. Ma l’ultima acquisizione di Gamenet porta, però, a raggiungere quello scopo di cui si è parlato a lungo in altro articolo laddove si paventava la possibilità di avere un gioco “più potente, unito, più rappresentativo”.

Gioco che potesse fronteggiare tutte le dinamiche negative che vengono messe in campo per osteggiare il suo cammino di rappresentante della legalità sul territorio: più il settore viene rappresentato da entità potenti finanziariamente più ha una voce forte da contrapporre alle restrizioni del Governo centrale, delle Regioni e degli Enti Locali che sinora sono riusciti ad imporre “i propri desiderata” senza trovare sul cammino di queste norme restrittive qualcuno che potesse fronteggiarli con forza (economica) e far sentire meglio la voce del settore. E questa è la versione “del bicchiere mezzo pieno”, mentre quella del “bicchiere mezzo vuoto” è rappresentata dalla resa di un antico marchio come Lottomatica, o di un suo pezzo alquanto significativo, di fronte alle difficoltà attuali sia politiche che mediatiche che il mondo dei giochi e costretto ad affrontare. Non ci si può infatti dimenticare che ancora oggi le imprese di gioco si trovano a combattere con l’annosa “Questione territoriale” che non consente di svolgere un lavoro tranquillo, sereno tutelato come quello che dovrebbero svolgere le “Riserve di Stato”.

Il lato apprezzabile di questa operazione finanziaria è la visione ottimistica di un futuro del comparto anche se questo oggi non brilla certamente di luce propria: invece, il Gruppo Gamenet vede ancora con fiducia il futuro del gioco e diversamente da tanti operatori non considera possibile la riuscita di spazzarlo via dall’intero territorio perché lo si considera “immorale e sfruttatore delle debolezze altrui”, come sostenuto da un certo schieramento politico che forma l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso. Quindi se si facesse una partita di poker, il Gruppo Gamenet senz’altro “rilancerebbe” sulla riuscita e sul futuro del mondo ludico, delle sue idee, delle sue imprese e dei suoi operatori e “punterebbe” sulla legalità che il gioco rappresenta cosa che non dovrebbe mai essere dimenticata. Probabilmente anche avendo fiducia nell’avverarsi delle tante promesse effettuate dagli Esecutivi che recentemente si sono avvicendati relative al riordino nazionale del comparto: promesse, tuttora, rimaste sempre tali, spostate di legislatura in legislatura e fatte apparire come un miraggio e, come tale, svanite.

Ma ciò che avrà mosso l’operazione Gamenet, e che sta riportando la fiducia negli operatori del gioco, è il cambiamento sostanziale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che oggi è senza dubbio più presente, positiva e schierata per il settore ludico in vista della rinascita del Paese e del suo comparto economico che, indubbiamente, rappresenta cifre importanti che potrebbero essere utili, se le attività ludiche fossero messe in condizione di operare “come ai vecchi tempi, se non meglio”, di portare un aiuto tangibile alle casse dell’Erario. ADM sta veramente lavorando bene per portare al mondo del gioco rispetto e considerazione da parte sia delle istituzioni che ultimamente sembra se ne siano dimenticate che dell’opinione pubblica che non può continuare ad essere indotta, a volte maliziosamente, a pensare che il gioco pubblico sia la piaga del secolo. Non lo è e non lo è mai stato: sarebbe ora che tali ipocrisie terminassero e si riuscisse a guardare al gioco con l’occhio del Gruppo Gamenet: quello di un settore produttivo, serio, molto redditizio, sostenibile.