La preparazione per il riordino del gioco d’azzardo

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Non vi è alcun dubbio che il sottosegretario Baretta creda fermamente che l’attesa sia finita e che si arriverà all’intesa sull’accordo per il riordino del gioco: vi è stato tutto un lavoro preparatorio per arrivare a questi giorni che si ritengono definitivi per porre la parola fine alla trattativa tra lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali. Sono stati “smussati tutti gli angoli” e l’ultima proposta di accordo contiene gli elementi che possono accontentare tutti i protagonisti che hanno partecipato a questa lunghissima ed estenuante maratona.

Proprio nei giorni scorsi vi è stato un incontro che può dichiararsi assolutamente positivo e che può far percepire che si è vicinissimi alla conclusione dei lavori che consentirà poi di passare, in modo operativo, a quanto stabilito in Conferenza Unificata. Ormai, i punti chiave sono stati discussi più volte e l’aver lasciato la competenza sul posizionamento dei punti gioco agli Enti Locali è stata la chiave per bypassare quasi tutte le incertezze. Anche se questa “disponibilità” è seguita, ovviamente, dalla richiesta di evitare che con l’applicazione del famigerato distanziometro si concentrino tutti i punti gioco in periferia.

Poi, nella proposta, sono stati inseriti punti importanti sulle “macchinette” e sui casino italiani che erano predominanti nelle richieste delle Autorità Comunali: per le Vlt, che sul territorio sono oggi 50mila, si ridurrà la possibilità di gioco da 500 a 100 euro, mentre per le Awp, che oggi sono 400mila, si ridurrà progressivamente il numero, sino ad arrivare a 150mila unità in meno rispetto alle attuali. La proposta presentata prima della pausa estiva, ma anche tutta questa trattativa in Conferenza Unificata, è stata ed è l’espressione che la politica si è finalmente resa conto della presenza del gioco problematico e della sua continua “ascesa”, nonché delle derive che ne possono conseguire.

Per questo motivo -e data l’urgenza della situazione che non si può più sostenere- prima dell’incontro definitivo sono stati concretizzati ulteriori incontri con le Regioni e con i Comuni, incontri da considerarsi preparatori proprio a quello definitivo, sia nel corso del mese di luglio che nel mese di agosto: ora, si deve concludere e siglare l’accordo e questo deve accadere prima che l’Esecutivo inizi i lavori della manovra fiscale.

A questo proposito, si spera che con l’accordo raggiunto con le Regioni e gli Enti Locali, nella futuribile manovra non si venga più a parlare di gioco e di eventuali ulteriori tassazioni aggiuntive a quelle precedenti e recentissime: sarebbe veramente troppo per l’intera filiera del gioco e, sopratutto, ad oggi sarebbe insostenibile. A breve vi saranno investimenti da parte degli operatori per il “famigerato cambio del parco macchinette” che rivoluzionerà ancora una volta il settore, ma “stringerà ulteriormente” i margini di guadagno degli stessi. Guadagni e cassetto, inutile dirlo, che sono alquanto ridotti al lumicino.

La legge di bilancio verrà presentata entro il 15 ottobre ed il mese di settembre, dopo la chiusura della trattativa per il riordino del gioco, sarà quello in cui il Governo lavorerà più strenuamente per definire i contenuti della manovra fiscale. Certamente, ci sono degli enormi temi da affrontare come l’occupazione giovanile ed affrontare l’enorme e sempre crescente problema della povertà: vi saranno tanti e rilevanti investimenti per il Governo, ma il sottosegretario Baretta si augura che di gioco (e relativi aumenti di tassazione) non si dovrebbe proprio parlare! Parola, però, di politico, quindi…

Il riordino del gioco d’azzardo crea timori

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In effetti, nel piano di riforma presentato dall’Esecutivo, esistono riferimenti relativi alla tutela degli investimenti compiuti dall’intera filiera del gioco lecito e si affida alle Regioni ed agli Enti Locali il compito di ridurre i punti vendita che ospitano i giochi, sino ad arrivare al loro dimezzamento consentendo una più equilibrata distribuzione del gioco sul territorio. Ma non risulta chiaro quanto possa essere valido il principio espresso in caso di nuovi bandi di gara, mentre risulta imprescindibile garantire ai futuri partecipanti ai bandi la certezza del luogo in cui potranno operare.

Da qui il timore, l’incertezza e la poca garanzia in un futuro “tranquillo” anche per il miglior casino. Si potrebbe pensare alle sale bingo, per esempio, che per struttura non possono essere traslocate se non attraverso un totale azzeramento degli investimenti e dell’avviamento realizzati nel corso degli anni. Che fine faranno queste aziende? Inoltre, ancora oggi, non risulta chiaro come si possa pensare alla riorganizzazione dei punti vendita senza interrompere la raccolta e senza andare ad intaccare, sopratutto, le risorse garantite dalla filiera: qui si parla di circa ottomila occupati diretti nella distribuzione degli apparecchi ed in aggiunta il relativo indotto.

E tutti questi discorsi perché il principio di tutela della filiera viene rimandato ad una successiva intesa tra Governo ed Enti che chissà quando e se potrà mai arrivare. Forse, sarebbe stato meglio censire puntualmente l’attuale rete di gioco, fissando tutti i locali operativi al momento ed applicare le limitazioni alle nuove aperture, in modo da eliminare la problematica di rinnovi e subentri che già ad oggi rappresentano un “gradino importante” da superare sopratutto nei territori dove sono in essere i famigerati Regolamenti sul Gioco (leggesi anti-gioco) e che stanno oberando di lavoro i vari Tribunali Amministrativi Regionali di tutta la Penisola.

Il Governo, oltre tutto, sempre in fase di stesura della manovra finanziaria, dovrà preoccuparsi di rimettere in sesto i conti economici dovuti dalla filiera, tenendo doverosamente conto della diminuzione della raccolta erariale e dei rischi in termini di appetibilità del prodotto. E questo proprio perché se la perdita di appeal sui giocatori potrebbe apparire come una sorta di “virtù”, conseguenza di ridurre la diffusione delle dipendenze, il rischio maggiormente concreto è che non si realizzi solo la diminuzione dei giocatori, bensì una migrazione dalla rete legale verso quella completamente illecita, in modo diametralmente opposto a quanto è avvenuto negli ultimi anni con la progressiva regolamentazione del gioco.

Questo è il quadro pessimistico che si staglia davanti agli occhi degli operatori leciti: quindi, il Governo dovrà sopratutto “resistere” alla tentazione di mettere nuovamente mano nei cassetti degli addetti ai lavori del gioco. Ma, visto che al Ministero si ragiona su di una manovra, per il 2018, che si aggira tra i 22 ed i 25 miliardi di euro, dove non tutte le coperture ancora sono state ben definite, questo e lascia “aperta la porta del mondo del gioco d’azzardo” come sempre accade in questi frangenti, o meglio, quello che è accaduto negli ultimi anni. Ma questa volta il “salvataggio” del bilancio dello Stato non potrà avvenire a mezzo dei giochi anche se i 15,2 miliardi di euro di clausole di salvaguardia continuano, senza dubbio, ad apparire più importanti dell’industria del gioco e di tutto ciò che vi gravita attorno, risorse comprese.

Il gioco d’azzardo italiano non è negativo

gioco azzardo non negativo

A Londra si terrà il Wrb -Symposium Responsible Gaming Innovation- dove si ritroverà il gotha del gioco e nel quale tutti gli operatori dovranno essere coinvolti nella responsabilità nel gioco, e questo a 360°, poiché solo con questo atteggiamento di assunzione di responsabilità gli addetti ai lavori e la relativa industria riusciranno a superare la “negatività” che circonda ancora oggi il mondo del gioco d’azzardo. Si dovrà riuscire a fare un “corpo unico” per raggiungere l’obbiettivo comune della cultura del gioco e della sua responsabilizzazione nell’affrontarlo, qualunque esso sia, dal più “piccolo” al più “grande ed impegnativo”.

É il parere del direttore commerciale di Gamevy, che si occupa di migliori casino online e che presiederà appunto questo prossimo simposio, poiché quella sarà appunto una delle occasioni più “ghiotte” per vedere raggruppati i più grossi “imprenditori di gioco” e sarà, quindi, più facilitato il compito di far comprendere e ricordare a tutti la vera necessità di assumersi la responsabilità personale della progettazione di un certo prodotto, della pubblicità relativa e di come si trattano i giocatori: modo che va oltre il rispettare semplicemente la legge che ne regolamenta la “sua vita”.

Tutte le aziende ed imprese presenti dovranno assumere “in proprio” questo specie di dictat individuale se si vuole veramente porre fine alla demonizzazione del gioco d’azzardo e di tutto ciò che vi gravita attorno. Tutti, e si sottolinea tutti, si dovranno preoccupare del gioco responsabile, altrimenti sarà “la fine” di un settore che sta finendo già alle corde e non si può, ovviamente, permettere che questo accada.

Il gioco responsabile deve essere compreso da tutti come gioco-divertimento ed intrattenimento. Ovviamente, è inutile dirlo, ogni cliente-giocatore “vuole” una grossa vincita, ma bisogna far capire che il gioco dovrebbe anche significare divertirsi anche quando non si vince: se non si riuscirà a far percepire questo concetto ci sarà sempre, in ogni parte del Globo, qualcuno che si “rovinerà con le proprie mani”, cercando di far guardare la Dea Bendata dalla sua parte, ovviamente riuscendovi pochissime volte e “rimettendoci quasi sempre salute e quattrini”.

Bisogna però anche uscire dallo stereotipo che il gioco “sia il male di tutti i mali” perché per la maggior parte delle persone il gioco è una delle tante “azioni od attività” che possono riempire una giornata normale e così deve essere. Invece, per una piccola percentuale di persone (ed ancora oggi sull’italico territorio si è in attesa di conoscerne la quantità esatta) il gioco smette di essere divertimento e diventa un problema ed a causa delle derive che questo può produrre, ogni singolo componente della filiera del gioco deve fare il massimo possibile per evitare che si creino dipendenze ed aiutare coloro che, purtroppo, si fanno “irretire” dall’idea maldestra di risolvere la loro vita quotidiana rincorrendo la Fortuna.

Sarebbe indispensabile ed interessante che l’industria del gioco smettesse di litigare e concordasse un approccio migliore per respingere quelle critiche al settore ludico che ancora oggi vengono proposte e costruire una sorta di volto sociale più costruttivo ed accettabile del gioco. Probabilmente, una maggiore collaborazione con un database europeo od almeno nazionale in modo che i clienti possano anche auto-escludersi da tutti i siti di gioco, potrebbe essere un buon inizio: nel simposio di WrB si dovrebbe parlare di questi temi e si dovrebbe far assumenre da tutti una visione commerciale e morale comunitaria.

L’abuso di gioco d’azzardo è pericoloso

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Purtroppo, anche da queste righe, si è dovuto riferire di quanto l’abuso del gioco nei casino online legali aams possa portare normali individui a subire una sorta di gioco compulsivo che li porta a “male comportarsi”, poiché coinvolti in questa forma di dipendenza derivante dal mancato corretto approccio con il mondo del gioco d’azzardo. Questo abuso, o questa dipendenza, può portare a giocare indiscriminatamente: a mettere in gioco danaro, proprietà od anche a ricorrere ai cosiddetti “usurai” che, ovviamente, approfittano della situazione ed applicano interessi fantascientifici che “mettono in ginocchio” i giocatori, ancora più dello stesso gioco.

Fatta questa premessa, bisogna riferire di un arresto per tentata estorsione ed usura, con tasso del 700%, ai danni di un malato di gioco problematico: arresto effettuato dalla Squadra Mobile di Pavia. E questi i fatti: arresto in fragranza di reato di un ventenne responsabile, come detto, di tentata estorsione ed usura, secondo quanto emerso dalle investigazioni delle Forze dell’Ordine. Tutto è cominciato con un prestito iniziale di una somma alquanto esigua da parte dell’arrestato che la vittima ha provveduto regolarmente a restituire, in un mese, con interessi superiori al 700% del capitale.

La vittima si è rifiutata in seguito di acconsentire alle ulteriori richieste di danaro ed è stata conseguentemente minacciata attraverso sms: dopo l’ennesimo minaccioso sollecito da parte del ventenne e dopo un appostamento il personale della Polizia di Stato ha proceduto all’arresto. La morale di queste righe è, ovviamente, una sola: al gioco ci si dovrebbe approcciare per divertirsi e bisognerebe ricavarne solo divertimento, null’altro. Un errato approccio può portare “guai” e disperazione: per questo si continua a ripetere che ci vuole “cultura del gioco” e massima responsabilità se non si vuole davvero “incontrare personaggi alquanto scomodi”.

A margine di questo “racconto”, però, si vuole anche riferire di un’altra ordinanza restrittiva emessa a Galliate e relativa agli orari di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento. Il Sindaco ha firmato un’ordinanza dove verrà assolutamente vietato di utilizzare le slot machine dalle 7 alle 10 di tutte le mattine nelle sale da gioco, nelle sale scommesse, negli esercizi pubblici e commerciali ed in tutti i locali pubblici in cui sono presenti appunto questi apparecchi di gioco.

Nell’ordinanza, come è ovvio, viene inserita la sanzione per il mancato rispetto della norma che varia da 500,00 euro a 1.500,00 euro per ogni apparecchio e si precisa che detti apparecchi, nelle ore di sospensione del loro funzionamento, devono essere spenti tramite il proprio interruttore ed essere mantenuti non accessibili: gli esercizi devono esporre all’esterno del locale un cartello indicante l’orario di apertura e l’orario di funzionamento. Nei locali deve essere presente un ulteriore ed apposito cartello contenente le forme di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi.

“Ci piace” continuare a riferire sia di episodi negativi che riguardano l’abuso di gioco perché i cittadini devono assolutamente rendersi conto di cosa incontrano se non sono preparati, sia anche di quante “vessazioni” il gioco deve subire dalle Amministrazioni delle varie città. Si cerca di essere obbiettivi e riferire “tutto”, ma con dati certi e controllati e di non fare come certa stampa, cartacea od online, che tende a travisare le notizie “pro bono sua”. Chi ama il gioco d’azzardo deve stare al centro e cercare di essere il più obbiettivi possibile: sul gioco ed ai cittadini “inconsapevoli” di notizie errate o tendenziose o solo moralistiche ne sono passate veramente troppe.

Novità per i casino online mobile

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Un’occhiata per le novità di fine anno dei casinò online è quasi doverosa: in questi giorni che chiudono questo 2016 ci si deve assolutamente divertire e, quindi, cosa ci potrebbe essere di meglio che passare un poco di tempo con qualcosa di nuovo, interessante e coinvolgente? Ecco, quindi, Hitstars.it che rilancia la sua offerta come casinò online abbinata naturalmente ed ovviamente con la app mobile che “regala 10 euro” da sfruttare entro il 31 gennaio 2017.

Dopo i risultati raggiunti, che si possono considerare assolutamente ottimi, dal portale internet, Hitstars.it presenta una nuovissia app destinata a migliorare ulteriormente, se fosse possibile, l’esperienza di gioco dei suoi “aficionados” da mobile, rendendola ancora più convolgente in modo che non ci si possa staccare più dai suoi giochi! In questa occasione di lancio la piattaforma offre a tutti coloro che la scaricheranno entro il 31 gennaio un bonus di 10 euro spendibile al casinò live. Ed è proprio questo casinò live che diventa un elemento predominante di questa nuova app: offre la possibilità di giocare alla roulette ed al Punto Banco “dal vivo” e questo interagendo in diretta con i croupier e gli ospiti del Casinò Perla di Nova Gorica: per non farsi mancare nulla al Casinò Live vengono affiancate ben 37 slot di ultima generazione, messe a disposizione da NetEnt e Microgaming.

Il tutto è disponibile sia per i sistemi operativi iOS che Android ed ottenerla è più che semplice. Bastano veramente pochi secondi per trasferire direttamente su smartphone o tablet tutto il divertimento che la piattaforma propone, approfittando di prestazioni ottimali sia in velocità che in varietà dell’offerta. Con questa app si offre agli utenti che si connettono da mobile, e che sono via via sempre in numero maggiore, la possibilità di giocare in modo sicuro, appagante e divertente: senza dimenticare la possibilità di giocare in modo sicuro, con innovazioni tecnologiche e con la garanzia di affidabilità che il Gruppo Hit offre essendo da oltre trent’anni uno dei leader più importanti del settore.

Accanto alla nuova app, la piattaforma continua nell’allargare l’offerta sul portale: infatti, da pochi giorni sono online il betting exchange ed una serie di skill games abbinati ad una promozione di lancio che offre cinque euro a tutti coloro che desiderano provare le novità ed a questi nuovi ingressi si affiancherà, tra pochissimo tempo, anche il Peopole’s Poker per una gamma di giochi ancora più soddisfacente, appagante e completa.

Un’altra novità da segnalare: Snowball, la app che permette di giocare a flipper sulla neve tra piste di sci, di bob e di pulsanti come racchette. Non è certamente una diavoleria di qualche impianto, ma semplicemente una app sviluppata da Pixeljam per Android Googe Play. Solo che la classica sfera metallica, qui, è una palla di neve che rotola giù per le piste e si deve ribattere con le “tipiche palette”. Sono riprodotti i percorsi più o meno complicati in cui la palla di neve si incanalerà, rimbalzando sui pupazzi. La grafica è realizzata in stile pixel e sono presenti vagoni ferroviari, pagaie in legno, igloo e bimbi che giocano allegramente sul manto nevoso.

Un giro tra il mondo dei Casinò esteri

casino esteri

Oltre che guardare “a casa nostra”, ed alle problematiche delle nostre Case da Gioco tricolore e dei nostri casino online autorizzati, “ci piace” anche “fare un giro” tra le identiche strutture estere che magari sono un poco più avanzate delle nostre e che a volte svelano novità, sorprese ed idee che possono essere prese in considerazione anche da questo segmento del nostro gioco. Certamente, non è facile applicare i successi esteri e vedere di “trasmetterli” alle nostre strutture… però forse qualche “idea si potrebbe rubare”, o forse no.

Quello che emerge è che gli operatori statunitensi del gioco sono “pronti per il mercato giapponese” che è quello che “fa richiamo”. Questi operatori sono assolutamente “ben posizionati” per poter sostenere ingenti investimenti necessari per la costruzione di nuovi casinò in Giappone. Al primo posto si trova Las Vegas Sands, e questo secondo i dati dell’Agenzia Fitch Ratings. Nei giorni scorsi i due rami del Parlamento giapponese hanno approvato un disegno di legge sui Casinò, constatando che ci sono già tre operatori Usa ad avere dichiarato apertamente e pubblicamente il loro interesse ad aprire casinò sul territorio giapponese.

Wynn Resorts, Mgm Resorts International e Las Vegas Sands: sono tre operatori globali dei casinò che negli ultimi anni hanno “fortificato” i loro bilanci approfittando degli ultimi sei anni di espansione economica statunitense e non solo. Hanno approfittato del boom che si è concretizzato a Macao qualche anno fa e si sono temprati per affrontare un altro mercato con un futuro “radioso”. Naturalmente, saranno investimenti non nell’immediato poiché ci vorranno almeno ancora un paio d’anni prima che i progetti in Giappone siano pronti e possano consentire l’avvio di questa nuova avventura: ma il programma di investimento di capitali su larga scala ora è ai dettagli finali.

Si dovrà, nel frattempo, definire da parte del Parlamento giapponese il processo di licenza, la tassazione e le varie restrizioni: quindi, ci si aspetta che la legge che dovrà completare quella approvata recentemente, verrà presentata durante il prossimo 2017. C’è assolutamente il tempo per gli operatori americani di prepararsi bene per “questa rincorsa” al mercato giapponese.

C’è, poi, un altro punto importantissimo per il nostro Pianeta: il Comune di Las Vegas punta forte sulle energie rinnovabili, ma non tutti i casinò della città si sono adeguati a questa iniziativa. Ma in ogni caso il Comune di questa fantastica e “giocosa” città ha raggiunto il traguardo di alimentare tutte le sue strutture pubbliche con energia rinnovabile. É con orgoglio che il Sindaco della capitale americana del gioco d’azzardo si vanta del traguardo raggiunto considerando che la “sua città” è una delle poche al mondo che ha tutta la sua energia da fonte verde.

Molti casinò, alberghi e supermercati, però, ancora non sono allineati a questa alimentazione da energia rinnovabile: questo passaggio è iniziato già “nel lontano” 2008 e da allora, diminuendo di oltre il 30% il suo consumo di energia, si è permesso alla città di risparmiare circa 5milioni di dollari all’anno.

Due righe anche per segnalare una vittoria in Tribunale, in Florida, da parte della Tribù dei Seminole: lo Stato USA perde il ricorso intentato e la tribù ha messo a segno un’altra vittoria nella sua battaglia legale contro lo Stato: un Giudice ha confermato, infatti, la sentenza secondo la quale La Florida aveva violato l’accordo sul gioco che aveva sottoscritto proprio con questa tribù.

Per il gioco confermati Baretta e Castiglioni

gioco d'azzardo e politica

Come si era anticipato, le nomine effettuate dal Consiglio dei Ministri sono una solida continuità di ciò che ci siamo lasciati alle spalle con il “vecchio Governo Renzi”: il neo Governo Gentiloni, quindi, almeno per quanto riguarda il gioco d’azzardo pubblico ed i casino online, ha “rispettato le attese” ed ha riconfermato “San” Pier Paolo Baretta (santo lo è per gli operatori del settore, visto che sembra proprio l’unico che si è preso a cuore la riforma dell’intero mondo-gioco) ed anche Giuseppe Castiglioni che si interesserà delle problematiche che riguardano le nostre Case da Gioco tricolore.

Nomine dei sottosegretari acquisite, quindi, e nei due ruoli chiave per quanto riguarda i giochi: bisognerà, in ogni caso, aspettare ancora la prossima settimana per l’ufficializzazione definitiva dell’attribuzione delle rispettive deleghe. Ma avere ancora sott’occhio gli stessi nominativi che sino ad ora si sono interessati alla riforma del settore lascia per gli operatori una qualche speranza per un’eventuale soluzione definitiva e, sopratutto, non permette che “tutto sia buttato alle ortiche”, visto il tanto tempo che si è speso da parte del Governo e degli Enti Locali per portare avanti trattative, strategie, prese di posizione e possibili accordi.

Meglio così, quindi, poiché come detto questo lascia la strada alla speranza di arrivare a qualche cosa di concreto che sembrava doversi dimenticare… Contenta di conseguenza la filiera del gioco con tutti gli addetti ai lavori che stavano in questi giorni con le “dita incrociate” sperando che il neo Governo trovasse la forza di concretizzare quello che in realtà per fortuna è stato fatto! Una volta tanto sperare ha sortito una fine positiva e tutto il gioco da questo ne esce rincuorato e fiducioso.

Per quanto riguarda sempre le nomine, ma in altra direzione, abbiamo questi “spostamenti”: per il Ministero della Salute, Vito De Filippo si sposta all’Istruzione ed al suo posto arriva Davide Faraone, mentre Antonello Giacomelli resta sottosegretario allo Sviluppo Economico. Per il Viminale, viene confermato come si pensava Giampiero Bocci come sottosegretario, altra linea di continuità con il Governo precedente quando aveva la delega alla vigilanza sulle Case da Gioco. Al Mef, ministero in linea diretta con il settore del gioco, rimangono Luigi Casero, Paola De Micheli, Enrico Morando. Al Mipaaf Andrea Oliviero ed al Viminale, lasciato orfano da Angelino Alfano, viene nominato Filippo Bubbico e Domenico Manzione.

In contemporanea alla nomina della “squadra Gentiloni”, si è approvato il famoso “decretone di fine anno”, Milleproroghe, che dovrebbe trattare lo slittamento al 2018 della introduzione delle Awp da remoto: questo sottintende la possibilità di rilasciare i nulla osta per le “vecchie” slot anche successivamente al 1° gennaio 2017. Tutto sommato ed a grandi linee le aspettative sono state “quasi rispettate”, ma quello che senza ombra di dubbio si temeva di “perdere” era, come detto, tutto il lavoro messo in campo in Conferenza Unificata. Si sono impegnate tutte le parti per portare avanti la possibilità di arrivare ad una riforma che potesse soddisfare le esigenze di tutti e, quindi, sembrava veramente “brutto” perdere il lavoro fatto con tanto impegno.

L’autonomia dei comuni sul gioco d’azzardo

gioco d'azzardo e comuni

La Conferenza Unificata, che si è occupata anche di casino online italiani, tra Stato, Regioni ed Enti Locali al momento della crisi di Governo non era riuscita a “quagliare” la riforma del mondo del gioco anche perché gli Enti Locali, in queste righe è stato ripetuto qualche volta, non hanno voluto e forse ancora non vogliono fare un passo indietro sull’autonomia che lo Stato, rendendosi latitante nella legiferazione e nell’affrontare le tematiche connese a questo mondo, ha concesso loro. Autonomia che gli Enti Locali hanno ben usato per i loro territori, gestendo i regolamenti studiati per impedire in qualsiasi modo, oppure per restringere, la crescita del gioco con tutto ciò che ne può dipendere se non ci si riesce a relazionare nel modo giusto.

Ora, che il neo Governo è in carica, queste decisioni per il futuro del gioco sono ancora in stand by e, di conseguenza, questo probabilmente dà ancora più potere ai Comuni che possono “esprimersi” come meglio ritengono opportuno fare, con i modi che si possono legalmente mettere sul piatto, per mettersi di traverso alle attività ludiche sino ad arrivare in alcuni territori, al “bando” completo del gioco, costringendo gli operatori leciti a prendere decisioni drastiche sulle loro attività.

Tutti i Comuni la pensano probabilmente in questi modo ed il vice Sindaco di Pavia non si sottrae a questo, esprimendo la sua opinione sulla ipotesi di riordino dei giochi difendendo l’autonomia propria dei Comuni per quanto riguarda le norme anti-Gap. Anche se da un lato lo stesso vice Sindaco si augura che il riordino arrivi in qualche forma utile, dall’altro si dice preoccupato della sorte delle richieste proposte dagli Enti Locali che non hanno incontrato i favori del Governo. Ed aggiunge che ritiene assai giusto che i Comuni mantengano l’autonomia acquisita”con tanta fatica” nella legiferazione sulla materia gioco.

L’autonomia sembra un elemento imprescindibile, sempre secondo il vice Sindaco, poiché con questa si è riusciti ad ottenere risultati tangibili nel contrasto al gioco compulsivo e problematico. Grazie, infatti, alle varie ordinanze ed ai vari provvedimenti locali proprio sul territorio pavese si sono ottenuti risultati confortanti che hanno contribuito a gestire il fenomeno gioco nell’interesse dei cittadini, del territorio, del sociale.

Il vice Sindaco di Pavia non vede di buon occhio la limitazione degli apparecchi da intrattenimento e la certificazione A e B dei locali, poiché a suo parere il gioco patologico con discende solo ed esclusivamente dall’abuso di slot (sulle quali si è concentrato “l’accanimento” delle disposizioni del Governo), ma anche dai Gratta&Vinci e cose simili che sono i giochi oltre tutto preferiti dalle persone di una certa età. Ma è anche indubbio che i rischi maggiori riscontrati dalle fasce più sensibili vengono incontrati nei locali generalisti in cui, tra l’altro, possono entrare anche i minori, mentre le sale da gioco “dedicate” sono frequentate da un “numero ristretto”di persone.

E poi, a questo punto cosa si possono inventare di più i Comuni con la loro autonomia al di fuori di quanto ormai è stato già fatto? Per quello che riguarda Pavia si può bloccare l’accesso ai siti di gioco tramite il wi-fi comunale, fermo restando se questo possa “rasentare” o meno il blocco della libertà di un individuo di scegliere cosa fare della propria vita.